UN VIGNAIOLO IN PIU’???

Si parte,è il primo vero anno zero,la prima vendemmia casalinga.

Il mosto se ne sta ancora tranquillo,sono passate 48 ore e ancora niente,non si muove,non una bolla che fa sperare,rompo il cappello,rigiro le bucce ed un imprroviso tepore mi scalda la mano..ci siamo oramai è fatta.Ok,faccio un bel sospiro,non dimentico l’acetica paura che mi porto dentro e che mi tormenta mentre guardomi attorno vedo la piccola cantina sistemata e pulita a dovere per l’occasione, sento che emana profumi buoni,di uva matura,di frutta e di soddisfazione anche se dentro di me torna l’acetico tormento stavolta anche ridotto e brettato..sono in fase embrionale ma il percorso è oramai tracciato..sta nascendo un vignaiolo.

Per i più pignoli e curiosi è giusto fare una piccola fase introduttiva.

Ci troviamo ad Armenzano piccolo  “villaggio” – popolato da una manciata di armenzanesi  forse 20,io e la mia famiglia siamo in 4  – che segna il confine del comune Assisano,posizionato sul versate orientale tenendo come riferimento la città serafica,proprio all’interno del parco del Monte Subasio a 800m abbondanti s.l.m.

la vigna del nonno si trova – sempre per i più pignoli – in località Nottiano un pò più bassa a circa 65o m s.l.m,i terreni sono di origine sedimentaria quindi con forte presenza rocciosa interessati anche da fenomeni erosivi carsici,esposizione ovest,si coltiva tra i bianchi trebbiano,malvasia ed una (1!!)  fantastica e vecchia pianta di moscatello,ciliegiolo,sangiovese e colorino per i rossi.Vigne tra i 15 e i 50 e forse più anni.

ecco ho raccontato la vigna,la terra,il territorio prende sempre più forma il vignaiolo.

In questo piccolo appezzamento di 18 filari non sono stati usati diserbanti chimici,tanto meno prodotti sistemici a protezione delle uve,solo rame e zolfo e per di più facendo solo 3 passaggi vista l’annata piuttosto favorevole.Le uve sono state lavorate seguendo un protocollo naturale,solo lieviti indigeni,solforosa praticamente nulla e vi dico già in anticipo che non sarà aggiunto nessun’altro prodotto estraneo all’interno del futuro vino.Le temperature di fermentazione non sono controllate,solo una stufetta elettrica per mantenere la stanza tra i 18 e 20°C.

Oltre le certificazioni,oltre il biologico voglio che la natura in maniera naturale mi possa dare l’espressione della vigna,delle uve e dell’annata.

Ecco..ora sono un vignaiolo


 

Tutto questo mi fa riflettere e molto..

In realtà ho solo parlato di un mosto che ancora non è vino ma  sono quasi convinto che fermando la descrizione alla linea che ho tracciato,vedrò tra sodisfazione e sorpresa che il liquido  creato verrà apprezzato e a quel punto sarà troppo tardi per valutare i difetti oggettivi di tale prodotto perchè il “mi piace” e il  “non mi piace” saranno già diventati punti di vista soggettivi .Le paure che  mi attanagliavano l’acetica,il brett,le riduzioni se ne andranno insieme alle bottiglie che mano a mano vedrò finire in cantina.

N.B. questo racconto non vuole essere un qualcosa di populista,non cerco consensi di nessun genere,ne tanto meno vuole essere una crociata verso prodotti o produttori natural-biodinamici è solo un mio pensiero che continuo con un’innocente confessione di ingnoranza.

  1.  Io  non conosco le milioni di reazioni chimiche che stanno avvenendo all’interno del mosto che sta fermentando proprio ora che sto scrivendo.Conoscendo potrei capire,controllare in maniera naturale senza usare chimica dall’esterno.
  2. Io non conosco le caratteristiche intrinseche delle varietà d’uva di cui dispongo,non conosco portainnesti,di conseguenza non capisco perchè mi sono ritrovato con  acini di trebbiano piccoli e minuti.Conoscendo potrei avere un’uva bellissima.
  3. Non ho esperiemza di generazioni per poter creare un legame intimo con la mia vigna, acquisendo sensibilità per interpretare l’annata e l’epoca di raccolta, ne tanto meno ho una memoria storica che può aiutarmi in questo.Dopo almeno 3 generazioni potrei capirci qualcosa.

 Tanta umiltà,tanto lavoro,tanta pazienza ed una base di studio vera  e concreta  (per le giovani realtà) o  l’esperienza di 3 generazioni,sono gli ingredienti del vero vignaiolo. Dove coesiste tutto questo il vino non ha bisogno di nulla,il vino è insieme,naturale,biologico,biodinamico e soprattutto unico perchè ragionato,interpretato e custodito,tutto questo è il vignaiolo sia esso giovane o vecchio.

Di conseguenza per evitare di essere un quaquaraquà inatanto vado a studiare poi ci vediamo tra 40 vendemmie (il che non sarebbe male al di là del vino)

 

 

 

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